Buon NataLENTO!

Verona-IN BLOG 008-0Luisa e Marco, due cari amici, ogni anno mi fanno dono di un calendario dell’avvento tematico, focalizzando un argomento specifico sul quale riflettere assieme, giorno dopo giorno. Per il 2010 han deciso di dedicarsi alla lentezza, presentando il loro dono con una riflessione che mi piace condividere quale augurio a tutti i lettori:

«Il NataLENTO è, secondo noi, il Natale inclusivo, che comprende tutti. Tutti gli uomini e le donne, di tutte le età, tutti i bambini, tutti quelli che hanno voglia di gustarsi la vita, di assaporare ogni momento, con calma… con lentezza. E’ forse una tendenza che da un po’ sta prendendo piede, perchè il nostro corpo, la nostra essenza di uomini e donne ad un certo momento arrivano a un punto di saturazione e in molti si fermano a riflettere, sul perché si corre, sul perché ci si affanna per arrivare, sul perché si dice sempre: non ho tempo. Ma è veramente così? Per questo Natale, sarebbe già molto riuscire a non dire più: non ho tempo. E trovare il modo di gustare quello che si ha, di dedicare qualche minuto in più a fare due chiacchiere con gli amici, con i nostri figli, in famiglia, a camminare, in compagnia o da soli, a fare un giro in bici, a guardarci attorno… La natura intorno a noi ha i suoi ritmi e ci è sempre di esempio su quello che possiamo fare per sfruttare il nostro tempo, il tempo dei giorni, delle ore, dei minuti, che possiamo utilizzare per stare meglio con noi stessi e con gli altri. L’attenzione che ultimamente si presta, in alcuni ambiti, alla sostenibilità (ambientale, relativa al cibo, ai mezzi di trasporto, agli stili di vita) ha molto in comune con la lentezza. Lentezza come approccio ai problemi, come filosofia di vita, che nulla c’entra con la pigrizia: anche chi è “lento” infatti arriva dappertutto; deve poterlo fare, solo in modo diverso. Entriamo anche noi far parte di quel popolo silenzioso e partecipativo che rallentando cambia la propria vita e un pezzettino del mondo che lo circonda.

La lentezza, che è comunque un atteggiamento vigile e attento, ci avvicina al senso di scoperta e di ricerca che è comune ad ogni uomo in cerca della Verità, e in questo senso ci rende molto vicini anche ai Magi che vedendo una luce, si interrogano e cercano, si mettono in cammino. Questo è ciò di cui, secondo noi, il mondo ha bisogno, ed è questo che vogliamo condividere con voi.»

Buon Natalento e Buon Anno!

Luisa e Marco

(pubblicato il 25.12.2010 su Verona-in blog)

Un albero a pedali

Verona-IN BLOG 007-0Settimana in trasferta a Milano. Per verificare come gli altri risolvono problemi anche nostri, mi son fatto l’abbonamento settimanale al Bike-MI, il sistema di bike sharing meneghino. L’avevo già provato a fine estate, ma erano giorni a basso traffico mentre io volevo assaporare l’ebbrezza di una normale frenetica settimana del freddo inverno. Sorpresa: pedalare per Milano è molto meno problematico di quanto mi fossi immaginato. Niente di impossibile per un già allenatissimo ciclista urbano veronese. Gli stessi pericoli da schivare, lo stesso traffico in cui destreggiarsi… Se poi ci si limita al solo cerchio interno alle mura, evitando magari l’ora di punta, è un gioco da ragazzi.

In questo scenario son rimasto colpito dal numero di cittadini in movimento su due ruote (a pedali): lavoratori (a Milano l’è tüto un laurà) di tutte le categorie, dai travetti ai professionisti, tutti a pedalare veloci (la velocità sempre contraddistingue i milanesi, anche in bici) in corti efficientissimi spostamenti punto-punto tra le rastrelliere del Bike-MI. Dove è tutto un prendi e lascia di bici gialle, che magari non sarà Parigi, ma per una padanissima città tradizionalmente ostaggio dell’auto è davvero un bel vedere. E magari qualcuno comincia a pensare che oltre che comodo è anche piacevole, dando origine così alle prime conversioni.

Evidentemente, come ogni metropoli che si rispetti, anche Milano sta cambiando. Magari più lentamente di altre (sul tema del possibile miglioramento i miei amici di Ciclobby, lo so per certo, hanno molte idee da suggerire) ma qualcosa si muove: sensibilità nuove vanno emergendo e qualcuno, accortosene, per fede o convenienza (le intenzioni non contano, limitiamoci ai fatti) le sta cavalcando con lombarda imprenditorialità.

Verona-IN BLOG 007-1Soprattutto i Milanesi sanno bene che le idee vanno pubblicizzate. Anche quelle buone han bisogno di una spintarella per emergere e giungere a destinazione. Ecco allora che attorno al mezzo ciclabile si concentrano i creativi e si sviluppano campagne. Ne abbiamo la prova tutti i giorni (avete notato quanti velocipedi ultimamente affollano i luoghi più impensati dei nostri scenari pubblicitari televisivi? Sarà un caso? O non piuttosto un tentativo di associare inconsciamente alla bici l’idea intrinseca di benessere che essa veicola?…). Per rafforzare questo ed altri valori legati alle due ruote in via Dante, nella zona pedonale ora brulicante di mercatini tipici, a due passi dal Duomo e dal Castello Sforzesco è stato realizzato un albero di Natale… a pedali! Con le luci alimentate da 9 biciclette (e con un concorso abbinato) sono l’attrazione di moltissimi passanti, soprattutto giovani, che fanno la fila per pedalare e gareggiare osservando sul display i watt prodotti e ammirando il risultato del loro sforzo tramite l’accensione delle lampadine sul loro settore. Non solo una prova di forza (ricordate il Rocket, il Toro o la Punching-ball al Luna park?) ma anche on’occasione per riflettere in modo ecocompatibile sui consumi e sulle opportunità fornite dalla bicicletta.

E’ una bella idea, uno dei tanti modi di fare cultura.

Mi piace, molto. E molto mi piacerebbe se qualcuno la copiasse anche qui a Verona.

 

P.S.
Qui un riferimento a Milano (http://milano.virgilio.it/primopiano/albero-natale-a-pedali.html) e ad altre città che hanno ispirato il capoluogo lombardo:

Luciano Lorini

(pubblicato il 20.12.2010 su Verona-in blog)

Pedonalizzazione – penalizzazione

Verona-IN BLOG 006-0Peccato, perché ci credevamo. Con cauta ma ottimistica speranza in molti pensavamo che la pedonalizzazione di via Todeschini, anche se solo per pochi giorni di un periodo definito, potesse costituire il primo passo, il calcio d’inizio di una partita verso il modello di città meno autocentrico che da sempre auspichiamo in favore di un maggiore spazio a pedoni, biciclette e mezzi pubblici. Così non è stato. Nonostante la buona volontà visionaria del proponente (Elio Insacco) e dei molti sostenitori (Lucia Cametti in testa) il progetto è naufragato fra la sollevazione popolare e le scuse del Consigliere comunale, per fortuna ancora convinto della bontà e sostenibilità della proposta.

Ad ordinanza revocata, allora, proviamo a ragionare sulle cause per evitare che da un fallimento possa derivare un atteggiamento immobile per altri sempre troppo lunghi anni. Supponendo valido il merito del provvedimento (si parla di organizzare un percorso ciclopedonale interquartierale che colleghi la periferia al centro in modo diretto e sicuro, un’iniziativa sulla cui utilità non si discute) ricercheremo nel metodo le ragioni del naufragio.

Giustamente si è detto che “la pedonalizzazione non è una penalizzazione ma, anzi, una conquista”. Assolutamente vero (per noi ciclopedoni). Ma quest’affermazione non è stata probabilmente colta allo stesso modo da tutti i cittadini. Affinché questa conquista sia percepita come tale da tutti i soggetti, e non solo da coloro i quali ne ottengono i benefici più immediati (l’utenza vulnerabile, in generale) serve qualcosa di più di un’affermazione. E’ impensabile infatti che chi si vede privato di diritti di cui ha goduto fino a un dato momento possa esultare al realizzarsi di certi interventi, seppure ritenuti di altissimo spessore sociale, che tali diritti revocano. Si tratta pur sempre di una limitazione alla libertà individuale. Le ragioni (più grandi e più alte) di questa restrizione vanno pertanto comunicate, motivate, condivise. Si chiama democrazia partecipata. In alcuni Paesi è prassi (pure in Italia ci sono state alcune riuscite sperimentazioni). Utilizzando questa modalità progettuale le tensioni fra le parti per contrasto di interessi si stemperano attraverso assemblee, confronti, mediazioni, gare di idee, coinvolgimento. E, almeno così dicono, si riducono drasticamente le nascite di nuovi Comitati (è evidente: se hai partecipato alla progettazione e alle decisioni, ne accetti meglio anche i necessari compromessi a te sfavorevoli).

Una bella occasione potrebbe essere l’inserimento di certi argomenti in un discorso di pianificazione più ampio. Magari in quel Piano della Ciclabilità (o Biciplan) che gli Amici della Bicicletta propongono da anni agli amministratori. Se non si contestualizza ogni intervento, grande o piccolo che sia, in un quadro di riferimento (meglio se condiviso, appunto) il rischio è quello di assistere a piccole battaglie poco edificanti come quella dei giorni scorsi, appunto. Dalla quale la civitas esce sicuramente sconfitta.

Mi è piaciuta la frase di Lucia Cametti, che ha ricordato la “funzione didattica degli amministratori nei confronti dei cittadini”. Ecco, un’occasione educativa forte potrebbe essere proprio quella di agevolare questo percorso virtuoso, utile pure alla costruzione di una cittadinanza responsabile e consapevole. Continuiamo a suggerirlo e ad augurarcelo di cuore.

Luciano Lorini

(pubblicato il 13.12.2010 su Verona-in blog)

Pampàm

Pampàm, èto visto la partìa de la Roma? Pampàm, èto visto che schifo, pampàm? El campo, pampàm, el paréa un campo de patate, pampàm…”
Ora, sostituite il pampàm con una bestemmia a vostra scelta, meglio se assonante, e avrete chiaro nelle orecchie il suono (quasi un verso futurista) di una tipica conversazione da bar. Che stavolta, oltre al solito disturbo, mi ha colpito per l’incalzare
quasi compiaciuto dell’interiezione. Un vezzo culturale tipico del popolo veneto, si dice. In fondo, bisogna contestualizzare.
Sono quasi convinto sulla volontà deficiente

Allora, per non cadere nell’inganno, contestualizziamo: non si tratta di un bar malfamato di un quartiere degradato, ma un posto elegante, da pausa pranzo cittadina, con i conversatori elegantemente vestiti, entrambi impegnati nella lettura di un quotidiano (L’Arena e la Gazzetta, vabbé…). Al tavolo vicino, scorro il Filo Rosso di Concita De Gregorio sulla compravendita di parlamentari.

Contesti? Questione di sensibilità? Punti di vista?
Un po’ ci sarebbe da stare preoccupati

La città 8-80

 

La città 8-80 (ovvero attenta alle esigenze di tutti)

Verona-IN BLOG 005-0Se non ho perso il conto, la scorsa settimana i quotidiani locali hanno riportato notizia di ben tre investimenti sulle strisce pedonali. In un caso si è trattato di un uomo nel fiore degli anni con tanto di bambino in braccio, negli altri di persone più anziane, categoria decisamente a rischio per questo tipo di incidenti. Se è vero che le statistiche nazionali sull’incidentalità stradale (http://www.aci.it/fileadmin/documenti/studi_e_ricerche/dati_statistiche/incidenti/Sintesi_dello_studio_2009.pdf), di recentissima pubblicazione, riportano un calo del numero totale di decessi sulla strada, è altrettanto vero che sono aumentati i pedoni morti, +3% rispetto allo scorso anno. E’ davvero considerevole, infatti, il numero di incidenti in ambito urbano: il 76% del totale con oltre il 72% dei feriti e il 45% dei decessi. Un terzo delle vittime non motorizzate sono abbattute sulle strisce. Relativamente a questo dato, la nostra Verona spicca come virtuosa (assieme a Bari) per la totale assenza di decessi (e soli 178 feriti) nella categoria per l’anno 2009. Eppure ancora non basta…

Verona-IN BLOG 005-1L’indice di gravità per gli incidenti stradali (il numero di decessi rispetto al numero totale di soggetti coinvolti -morti e feriti- moltiplicato 100) è 1,4 per l’utente della strada in generale, mentre lo stesso schizza a 3,2 per i pedoni. Questo necrologio vede coinvolti per un 57% ultra 65enni e addirittura per il 50% ultra 70enni. L’altro estremo dell’utenza vulnerabile (i più piccoli, pure presenti nelle statistiche) merita un discorso a parte dal momento che, visto il contesto di paura generalizzata (e non senza qualche fondata ragione) viene protetto con l’accompagnamento in auto, ultimo miglio compreso, fino alla maturità o perlomeno fino al momento della motorizzazione (si tratti di ciclomotore, di moto o di automobile). Saltando così un importante step del processo educativo che consente ai futuri automobilisti di memorizzare le esperienze dall’altra parte del parabrezza, con la conseguente possibilità di ricordarle poi, entrando in qualche modo in sintonia con le esigenze del pedone o del ciclista una volta alla guida di un mezzo motorizzato.

Nel bellissimo cartone della Disney “Lilo e Stitch” il protagonista espone ai piccoli (e grandi) spettatori il suo concetto di famiglia. Ovvero quel luogo dove “nessuno viene abbandonato, o dimenticato”. Invece nella società urbana, la nostra famiglia allargata, le dimenticanze sono sistematiche e sotto gli occhi di tutti. Ad un convegno sulla moderazione del traffico, recentemente un relatore ha esposto il concetto della della città 8-80. Semplice e sublime: si tratta di immaginare, in fase di progettazione, un contesto urbano dove possano trovarsi perfettamente autonomi e a loro agio sia i piccoli (gli ottenni, i nostri figli e nipoti) sia gli anziani (gli ottuagenari, i nostri genitori e nonni)… per non parlare dei diversamente abili. Insomma, un luogo dove nessuno venga abbandonato, o dimenticato.

Sembrerebbe tanto facile, eppure il cammino è ancora lungo. Le sensibilità ci sono, crescenti. Gli strumenti e le esperienze, pure. Si tratta di investire qualche soldino per la protezione dei passaggi pedonali, per la manutenzione della segnaletica orizzontale, per realizzare sistemi di illuminazione e impianti a chiamata. Ma anche di impegnarci e sensibilizzarci tutti. Pedoni e ciclisti in primis, per rendersi più visibili specie dove le condizioni siano sfavorevoli (buio, pioggia, nebbia); conducenti e controllori poi, per una maggiore attenzione e rispetto delle regole (che ci sono) perché le strade siano davvero un luogo accogliente e sicuro per tutti: 8-80!

Luciano Lorini

(pubblicato il 07.12.2010 su Verona-in blog)