La rivincita dell’intelligenza

Traggo dall’articolo omonimo di Vittorio Zucconi (Repubblica – Speciale elezioni USA) questo brillante e pungente passaggio, invitandovi alla lettura di tutto il resto.

… sappiamo che finalmente nello Studio Ovale siederà qualcuno che conosce la differenza fra un libro e una sega a motore, che non considera la cultura e la sintassi come espressioni di “fighettismo”, secondo l’atroce neologismo caro ai duri e puri. Non uno “come me”, ma uno migliore di me, capace di ascoltare, ma anche di riflettere e di circondarsi di persone delle quali non teme la concorrenza, perché non soffre di complessi di inferiorità…

… l’elettorato americano ha punito il partito Bush, dando, insieme con la Casa Bianca, una schiacciante maggioranza di seggi ai Democratici nella Camera e nel Senato. Ha respinto otto anni di mediocrità spacciata per grande visione morale, ha rifiutato offeso l’assurda candidatura di una governatrice di provincia che le donne americane hanno preso come un insulto, portato da chi – maschilisticamente – crede che le donne votino soltanto nel segno del loro genere e non nella scelta della persona migliore per loro stesse e le loro famiglie. Ma soprattutto ha detto che era stanco di essere trattato come un gregge di idioti contenti di essere governati da un compagno di bicchierate che li fa sentire meno stupidi.

La democrazia non deve scegliere geni o premi Nobel ma neppure cadere nella tentazione del gioco al ribasso e all’instupidimento collettivo dei venditori di barzellette e di perline…

Immagino che ogni riferimento a persone e fatti accaduti sia volutamente casuale… :-)