Vélo Magique

Verona-IN BLOG 014-0L’azienda produttrice di Arbre Magique sta svolgendo in alcune  città europee una prima indagine di customer  satisfaction  in vista del lancio di un deodorante profumato per bicicletta chiamato Vélo Magique. Tra le città prescelte anche Verona. “Le ragioni di questa scelta – scrive Henri Rouen responsabile commerciale della casa francese – sono nel fatto che Verona, da sempre meta di grandi flussi turistici, è davvero famosa nel mondo. Come molte altre città, purtroppo soffre di forme di inquinamento particolarmente svantaggiose per i ciclisti. Infine è una città nella quale è attiva un’associazione ciclo ambientalista abbastanza grande da supportare il nostro test.”

Infatti proprio gli Amici della Bicicletta (Fiab) sono stati coinvolti nella sperimentazione del nuovo prodotto. All’associazione sono state consegnate 6.000 confezioni di Vélo Magique nelle due essenze prodotte appositamente per i ciclisti: pino mugo e lavanda montana. L’associazione provvederà a distribuire le confezioni, sino al loro esaurimento, a chi ne farà richiesta via mail all’indirizzo info@amicidellabicicletta.it . Per ricevere l’omaggio ci si deve impegnare a rispondere alle domande che la casa francese porrà alla fine della sperimentazione volta a verificare l’efficacia del prodotto. Vélo Magique va appeso al manubrio e, una volta liberato dalla confezione, per una settimana rilascia un profumo avvolgente e particolarmente confortevole per il ciclista impegnato a pedalare nel traffico.

Il presidente della Fiab Amici della Bicicletta di Verona Paolo Fabbri ha dichiarato di essere stato piacevolmente sorpreso dalla richiesta della “Arbre Magique” e rilancia polemicamente al Comune: “a noi e ai problemi dei ciclisti veronesi sembrano decisamente più interessati gli operatori economici che nostri amministratori, così distratti da non cogliere, proprio in questa crescente attenzione per le due ruote, un segnale che dovrebbe farli ricredere sulla dissennata politica di mobilità che vanno perseguendo”.  Non si illuda comunque l’assessore Sboarina: per migliorare la qualità dell’aria a Verona ci vuole ben altro…

[Infine un messaggio all’assessore all’ambiente Sboarina: “Caro assessore, non si lasci tentare da Velò Magique: per risanare l’aria, a Verona ci vuole ben altro!“]

(comunicato stampa degli AdB-VR)

(pubblicato il 01.04.2011 su Verona-in blog)

 

Risanare l’aria – Da dove partiamo?

Aria, bene comune. Magari è meno evidente dell’acqua, ma solo perché poco ci soffermiamo a pensarci, tanto siamo abituati a “farne uso”. Eppure è proprio dall’aria che deriva il livello di salute della popolazione “respirante”.

E’ di questi giorni la notizia della pubblicazione di uno studio dell’Università di Trento (commissionato da 18 Comuni, ULSS, ARPAV e Provincia) che analizza in modo completo cause e soluzioni per il risanamento dell’aria sul nostro territorio. Essendo uno studio completo, è ponderoso (oltre settecento pagine di dati e tabelle) e impegnativo. I due professori che l’hanno realizzato chiedono che venga divulgato il più possibile, per consentire ai cittadini di conoscere la situazione reale e, possibilmente, impegnarsi ciascuno nel proprio ambito a contrastare le cause che stanno portando ad un preoccupante degrado.

Quasi a rispondere preventivamente alle obiezioni che il nostro Sindaco è solito muovere, gli autori affrontano il tema del “ristagno padano” quale con-causa dei livelli di inquinamento, senza però minimizzare su tutte le altre componenti che concorrono, anche in maniera rilevante, al risultato finale . E su queste componenti vi sono responsabilità e possibilità di intervento. Politiche.

La tutela della salute dei cittadini è una delega esplicitamente assegnata nelle mani del Sindaco. Egli per primo è il responsabile di tutti gli interventi (e di tutte le omissioni) ad essa connessi. Qual è allora, quale dovrebbe essere il compito dell’Amministrazione Pubblica nella difesa di questo bene indispensabile? Azzardo due parole: realismo e coraggio. Ovvero guardare ai problemi in modo diretto e non strumentale e trovare soluzioni non demagogiche e banali. Qualcosa di veramente innovativo e non i soliti taconi compromissori e inefficaci.

Forse non basta dichiarare che “l’aria è più pulita” perché essa lo diventi…

A noi comuni mortali invece, visto che il documento è tecnico e non divulgativo, è non solo consentito, ma anche consigliato porre domande (sono gli stessi autori del rapporto a richiedercelo). E questo invito noi giriamo a ciascun cittadino di buona volontà.

Luciano Lorini

(pubblicato il 25.10.2010 su Verona-in blog)

 

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da Il Corriere di Verona – Domenica 24 Ottobre 2010

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Lotta all’inquinamento Il traffico urbano finisce sul banco degli imputati
L’università di Trento: «Divulgate il nostro studio»

VERONA — Sono cauti nell’esprimersi, all’indomani della bagarre scoppiata sul tomo di oltre cinquecento pagine. Non vogliono che il loro studio, che analizza a 360 gradi cause e soluzioni per il risanamento dell’aria del territorio veronese, venga ridimensionato a qualche focus su Ca’ del Bue, traforo o Motorcity: «Il nostro è un lavoro molto più ampio e complesso». I professori dell’università di Trento, che per due anni hanno lavorato su una marea di dati incrociati, non ci stanno neanche ad essere strattonati da comitati o politici. Però su una cosa non hanno dubbi: «Il nostro studio dev’essere divulgato, senza esitazioni». I due professori dell’ateneo trentino, responsabili del Piano di azione e risanamento della qualità dell’aria voluto da 18 Comuni, Usl, Arpav e Provincia, sono il milanese Marco Ragazzi e il veronese Dino Zardi. Lavorano al dipartimento di Ingegneria civile e ambientale, specializzato in fisica dell’atmosfera, fenomeni di inquinamento e ingegneria sanitaria.

Inquinamento Uno studio analizza lo stato di salute e le soluzioni per Verona

Professori Zardi e Ragazzi, come sta a salute il territorio veronese?

«Presenta alcune criticità, spesso molto differenziate per zona, per tipologie di emissioni e per situazioni di esposizione della popolazione. Un elemento che accomuna il territorio esaminato ad altre aree del Nord Italia è la climatologia, non favorevole alla diluzione degli inquinanti». Il famoso ristagno della Pianura Padana. «A ciò si aggiunge un’elevata concentrazione di insediamenti e infrastrutture. Tuttavia la qualità dell’aria è un prodotto di molteplici fattori, che verranno spiegati quando lo studio sarà pubblicizzato».

Un capitolo è dedicato all’analisi della situazione attuale; attività produttive, insediamenti civili, strade, autostrade, aeroporto. Si potrebbe stilare una classifica delle emisisoni più inquinanti?

«Le emissioni più inquinanti sono quelle che espongono il cittadino a concentrazioni elevate. Il piano dell’aria evidenzia che il traffico urbano ha un ruolo tutt’altro che secondario

Traforo, Ca’ del Bue, inceneritore di Fumane, Motorcity. Un capitolo l’avete dedicato anche a questi grandi «emettitori».

«Abbiamo affrontato i temi senza entrare nei dettagli, limitandoci a compiere una serie di osservazioni. E siccome stiamo parlando di risanamento dell’aria, abbiamo rimarcato la necessità di stare attenti ad alcune problematiche connesse a un certo tipo di strutture».

In questi giorni i 18 Comuni e la Provincia stanno analizzando la mole di dati del vostro studio, che per ora non è stato pubblicizzato. Ritenete che potrebbe essere divulgato e messo a disposizione dei cittadini? 

«Crediamo che debba essere conosciuto e senza limiti. Trattandosi di un documento tecnico, sarà bene però che sia data ai cittadini la possibilità di chiedere chiarimenti».

(Laura Lorenzini)