La velocità del bus nei giorni di pioggia

Verona-IN BLOG 003Piove. Forse spaventati da poche gocce d’acqua, a cui non sono più allenati, molti veronesi (ma la regola vale più o meno in tutta Italia) corrono a ripararsi all’interno dei loro confortevoli abitacoli full optional. Il risultato è desolante: code più interminabili del solito, tempi di percorrenza dilatati fin quasi a raddoppiare. In questo scenario c’è anche chi, come il sottoscritto, dalle due ruote di una bicicletta migra temporaneamente all’autobus. E si arrabbia. Perché è intollerabile lo stato di disattenzione nei confronti del trasporto pubblico che, soprattutto nei momenti di difficoltà, potrebbe costituire una risposta efficiente alla richiesta di mobilità del cittadino. Invece, il sistema collassa e come per le auto private, così per il mezzo pubblico assistiamo impotenti a rallentamenti e ingorghi. Dicono che sarà sempre peggio…

Per rendere concorrenziale il mezzo pubblico è fondamentale aumentarne la velocità commerciale. Questo può avvenire innanzitutto privilegiandone i tragitti, specialmente quelli più spinosi, con le famose corsie preferenziali. Nessuno riuscirà a rendere appetibile l’autobus e spostare volumi consistenti di utenza dal mezzo privato se continueranno ad occorrere dieci minuti per percorrere viale Manzoni e cinquantacinque per andare da via San Marco a Madonna di Campagna. Senza preferenziali (pure nei giorni di sole), anche il filobus è destinato a fallire.

In questi mesi, a onor del vero, abbiamo osservato qualche timido intervento, ma si è trattato di piccoli aggiustamenti, non sostanziali e comunque sempre attenti a non disturbare l’auto privata (ovvero si sono spostate le linee urbane laddove si sovrapponevano a “importanti” flussi di auto e non viceversa). Si obietterà che le corsie preferenziali costituiscono un intoppo per la circolazione privata. Vero. Ma qui si tratta di scelte. E di priorità: il bene comune dovrebbe venire prima del vantaggio individuale, andare al di là dell’interesse particolare, è una questione di civiltà. C’è bisogno di decisioni forti, di visioni di progresso.

Ai nostri amministratori, ai vertici di ATV, ad ogni politico dobbiamo chiedere con fermezza questo coraggio: di saper sognare e guardare al futuro al di là dei piccoli o grandi interessi particolari, per immaginare la nostra e loro città a dimensione di ogni cittadino. Non stanchiamoci di promuovere questo sogno.

Luciano Lorini

(pubblicato il 23.11.2010 su Verona-in blog)

 

Risanare l’aria – Da dove partiamo?

Aria, bene comune. Magari è meno evidente dell’acqua, ma solo perché poco ci soffermiamo a pensarci, tanto siamo abituati a “farne uso”. Eppure è proprio dall’aria che deriva il livello di salute della popolazione “respirante”.

E’ di questi giorni la notizia della pubblicazione di uno studio dell’Università di Trento (commissionato da 18 Comuni, ULSS, ARPAV e Provincia) che analizza in modo completo cause e soluzioni per il risanamento dell’aria sul nostro territorio. Essendo uno studio completo, è ponderoso (oltre settecento pagine di dati e tabelle) e impegnativo. I due professori che l’hanno realizzato chiedono che venga divulgato il più possibile, per consentire ai cittadini di conoscere la situazione reale e, possibilmente, impegnarsi ciascuno nel proprio ambito a contrastare le cause che stanno portando ad un preoccupante degrado.

Quasi a rispondere preventivamente alle obiezioni che il nostro Sindaco è solito muovere, gli autori affrontano il tema del “ristagno padano” quale con-causa dei livelli di inquinamento, senza però minimizzare su tutte le altre componenti che concorrono, anche in maniera rilevante, al risultato finale . E su queste componenti vi sono responsabilità e possibilità di intervento. Politiche.

La tutela della salute dei cittadini è una delega esplicitamente assegnata nelle mani del Sindaco. Egli per primo è il responsabile di tutti gli interventi (e di tutte le omissioni) ad essa connessi. Qual è allora, quale dovrebbe essere il compito dell’Amministrazione Pubblica nella difesa di questo bene indispensabile? Azzardo due parole: realismo e coraggio. Ovvero guardare ai problemi in modo diretto e non strumentale e trovare soluzioni non demagogiche e banali. Qualcosa di veramente innovativo e non i soliti taconi compromissori e inefficaci.

Forse non basta dichiarare che “l’aria è più pulita” perché essa lo diventi…

A noi comuni mortali invece, visto che il documento è tecnico e non divulgativo, è non solo consentito, ma anche consigliato porre domande (sono gli stessi autori del rapporto a richiedercelo). E questo invito noi giriamo a ciascun cittadino di buona volontà.

Luciano Lorini

(pubblicato il 25.10.2010 su Verona-in blog)

 

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da Il Corriere di Verona – Domenica 24 Ottobre 2010

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Lotta all’inquinamento Il traffico urbano finisce sul banco degli imputati
L’università di Trento: «Divulgate il nostro studio»

VERONA — Sono cauti nell’esprimersi, all’indomani della bagarre scoppiata sul tomo di oltre cinquecento pagine. Non vogliono che il loro studio, che analizza a 360 gradi cause e soluzioni per il risanamento dell’aria del territorio veronese, venga ridimensionato a qualche focus su Ca’ del Bue, traforo o Motorcity: «Il nostro è un lavoro molto più ampio e complesso». I professori dell’università di Trento, che per due anni hanno lavorato su una marea di dati incrociati, non ci stanno neanche ad essere strattonati da comitati o politici. Però su una cosa non hanno dubbi: «Il nostro studio dev’essere divulgato, senza esitazioni». I due professori dell’ateneo trentino, responsabili del Piano di azione e risanamento della qualità dell’aria voluto da 18 Comuni, Usl, Arpav e Provincia, sono il milanese Marco Ragazzi e il veronese Dino Zardi. Lavorano al dipartimento di Ingegneria civile e ambientale, specializzato in fisica dell’atmosfera, fenomeni di inquinamento e ingegneria sanitaria.

Inquinamento Uno studio analizza lo stato di salute e le soluzioni per Verona

Professori Zardi e Ragazzi, come sta a salute il territorio veronese?

«Presenta alcune criticità, spesso molto differenziate per zona, per tipologie di emissioni e per situazioni di esposizione della popolazione. Un elemento che accomuna il territorio esaminato ad altre aree del Nord Italia è la climatologia, non favorevole alla diluzione degli inquinanti». Il famoso ristagno della Pianura Padana. «A ciò si aggiunge un’elevata concentrazione di insediamenti e infrastrutture. Tuttavia la qualità dell’aria è un prodotto di molteplici fattori, che verranno spiegati quando lo studio sarà pubblicizzato».

Un capitolo è dedicato all’analisi della situazione attuale; attività produttive, insediamenti civili, strade, autostrade, aeroporto. Si potrebbe stilare una classifica delle emisisoni più inquinanti?

«Le emissioni più inquinanti sono quelle che espongono il cittadino a concentrazioni elevate. Il piano dell’aria evidenzia che il traffico urbano ha un ruolo tutt’altro che secondario

Traforo, Ca’ del Bue, inceneritore di Fumane, Motorcity. Un capitolo l’avete dedicato anche a questi grandi «emettitori».

«Abbiamo affrontato i temi senza entrare nei dettagli, limitandoci a compiere una serie di osservazioni. E siccome stiamo parlando di risanamento dell’aria, abbiamo rimarcato la necessità di stare attenti ad alcune problematiche connesse a un certo tipo di strutture».

In questi giorni i 18 Comuni e la Provincia stanno analizzando la mole di dati del vostro studio, che per ora non è stato pubblicizzato. Ritenete che potrebbe essere divulgato e messo a disposizione dei cittadini? 

«Crediamo che debba essere conosciuto e senza limiti. Trattandosi di un documento tecnico, sarà bene però che sia data ai cittadini la possibilità di chiedere chiarimenti».

(Laura Lorenzini)

Ecosistema Urbano 2010 – Verona perde punti

Ecosistema Urbano è il rapporto di Legambiente che mette a confronto le 103 città capoluogo di provincia italiane su 125 parametri ambientali per evidenziare eccellenze e criticità e stilare conseguenti classifiche. In occasione di questa XVII edizione 2010, Verona perde ben 8 posizioni scivolando al 60 posto.

Alla conferenza stampa di presentazione, lo scorso 18 ottobre a Firenze era presente il nostro sindaco Flavio Tosi, che ha replicato punto per punto alle osservazioni critiche riportate da Legambiente (vedi articolo in Cronaca su L’Arena del 19 ottobre). Come di consueto, con spavalda sicurezza, il Sindaco ha minimizzato i risultati del rapporto, dalla qualità dell’aria alla quantità di verde, dalla ZTL agli indici di ciclabilità, dichiarando che nei prossimi anni sarà facile recuperare “qualche segno meno” tramite alcuni interventi strategici. Secondo Tosi infatti le soluzioni chiave del programma di scalata alle classifiche ambientali sono sostanzialmente tre: il filobus, i parcheggi intorno alla città e… il Traforo (come alternativa ai passaggi in centro). Poco importa poi se siamo agli ultimi posti nelle classifiche del PM10, o se l’indice di cementificazione è uno dei punti a cui Legambiente ha raccomandato di prestare la maggiore attenzione: in fondo il fine giustifica i mezzi

A ben vedere, scorrendo il rapporto nelle tabelle di dettaglio con occhio critico (e fantasioso, attento anche a quelle che potrebbero essere le posizioni future, conseguenza delle scelte oggi in cantiere), c’è ben poco da stare allegri. E un atteggiamento superficiale al riguardo è probabilmente poco opportuno. Verona gode di alcune posizioni di eccellenza, sicuramente frutto di attenzione e buon governo; ma ci sono pure moltissimi problemi. Ignorarli, scaricare le responsabilità, mancare di attenzione progettuale trascurando le conseguenze negative che ogni scelta può comportare è contrario all’etica del servizio al Bene comune, che dovrebbe illuminare ogni gesto politico di un buon amministratore.

Luciano Lorini

(pubblicato il 20.10.2010 su Verona-in blog)

 

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da L’Arena – Martedì 19 Ottobre 2010 – CRONACA – pagina 7

L’alternativa al traffico in centro storico garantita dal passante Nord, cui si aggiungeranno filobus in servizio e parcheggi intorno alla città: tre soluzioni per il futuro di Verona che il sindaco Tosi indica come risolutive, nel giro dei prossimi anni, di qualche segno meno registrato dalla nostra città nell’«Ecosistema urbano 2010».
Proprio ieri infatti il primo cittadino si trovava a Firenze per la presentazione ufficiale del rapporto di Legambiente, e alle questioni che questo ha aperto ha replicato punto per punto.
«Quanto ai dati sulla qualità dell’aria, paghiamo lo scotto di tutte le città che si trovano nella Pianura Padana, dunque una questione legata all’orografia. Certo poi il rapporto mostra alcuni aspetti sui quali si può migliorare: per esempio il trasporto pubblico, dove ci sarà un cambiamento fondamentale con l’entrata in servizio del sistema di filobus. Per il verde, questo rapporto non conteggia, poichè non è proprietà comunale ma demaniale, quella straordinaria risorsa che sono i 2 milioni di metri quadri di verde dei bastioni. E per il fotovoltaico abbiamo anche ricevuto i complimenti: non solo per lo stadio, ma anche per la generale attenzione. Quanto ai dati della Ztl, c’è evidentemente un errore di comunicazione, poichè è in vigore da anni. In ogni caso sono convinto che conta quello che si fa e noi stiamo facendo tutto il possibile su tutti i fronti, compreso quello delle piste ciclabili».
Anche in relazione alle maggiori criticità messe in luce da Legambiente, la progressiva cementificazione e il traffico automobilistico, Tosi ribatte: «Proprio il traforo delle Torricelle è una garanzia di inedificabilità per quest’area: se si toglie il vincolo, è possibile che invece l’area torni edificabile e d’altro canto una circonvallazione non completa è una lacuna che nessun’altra grande città mostra. Vorrei che i cosiddetti ambientalisti si trovassero a passare quotidianamente per Veronetta e via Mameli, per capire quanto necessaria sia una viabilità alternativa. Tra qualche anno, quando saranno stati realizzati i parcheggi intorno alla città, quando il filobus sarà in funzione e ci sarà l’attuazione del passante Nord, le auto private potranno circolare intorno alla città restandone fuori e restituire così al centro un volto più libero dal traffico». A. G.