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Vado a scuola da solo – parte I

Lettera spedita al

Comando di Polizia Municipale di Verona il 02 marzo 2007
Parte I – La denuncia: nella seconda parte vi dirò com’è andata…
… e come sta proseguendo…

Tramite la rivista della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) mi viene ricordato lo “strepitoso verdetto” emesso dai Ministri Europei dei trasporti lo scorso novembre in occasione della quarta “Conferenza ministeriale sulla sicurezza stradale” tenutasi a Verona, che ha premiato ben due città italiane nei primi tre posti. E al primo c’è proprio Verona con il noto progetto “Vado a scuola da solo”. Progetto caro ai veronesi, ben concepito e curato con molta attenzione dagli amici della FIAB (a Verona, AdB), che lodo e ringrazio per il costante impegno a beneficio di tutta la comunità.

A voi responsabili della vigilanza sul territorio vorrei invece ricordare in particolare una situazione (ma ce ne sono moltissime simili) che contrasta fortemente con lo spirito e le buone intenzioni che traspaiono da tutte le dichiarazioni sul tema:

Scuola primaria A.Vivaldi e via Policarpo Scarabello. Quest’ultima costituisce uno dei due accessi principali alla scuola, l’unico per chi giunge da via S.Marco. Orbene, questa strada è stretta, a doppio senso di marcia, con automobili in sosta su ambo i lati. Ed è priva di marciapiedi. Certamente il volume di traffico è minimo, trattandosi di una strada chiusa, al servizio di una decina di case o poco più. L’assessorato competente ha posto quantomai opportuna segnaletica sia sulla via S.Marco, sia all’imbocco della stessa via Scarabello, ad intimare il divieto di transito nel quarto d’ora precedente l’ingresso e l’uscita degli studenti e così pure per i minuti successivi.

La conformazione particolare della strada, stanti le norme che ne regolano il transito dei veicoli, sarebbe garanzia sufficiente di un passaggio sicuro dei bambini. Purtroppo così non è. Il disprezzo per le regole e il poco rispetto per il prossimo che molto ci distinguono dai nostri fratelli d’Europa la fanno quotidianamente da padrone e ci costringono ad osservare silenziosi la processione delle molte mamme motorizzate (e pure qualche maestra, poche in verità) che, talvolta con fretta e conseguente velocità, ci sfiorano mentre, necessariamente nel mezzo della strada, teniamo stretti per mano i nostri bambini, accompagnandoli a scuola… fino alla quinta (ma c’è pur sempre l’opzione “rischio”, giocando il jolly dell’angelo custode…). Altro che da soli!!

Per porre freno a questo malcostume non ci vorrebbe un granchè. Un po’ di volontà politica e un pizzico di sana, educativa repressione (le sanzioni per la ZTL mi pare qualche risultato l’abbiano raggiunto…). Mi permetto di suggerire: cinque-sei volte, a caso, nel’arco di due mesi, “senza pietà”, possono forse costituire un efficace deterrente per diversi mesi…

Le scuse non reggono: il parcheggio è a venti metri dalla scuola, in via don Luigi Sturzo, solo… un semaforo più in là (certo capirete: un semaforo è un semaforo, e costa tempo e fatica…). Segnalando il disagio al vigile di quartiere, che talvolta presidia l’attraversamento pedonale principale, ci viene risposto che lui non può spostarsi (si noti che c’è sempre anche il “nonno-vigile”) e che dobbiamo segnalare la situazione al comando.
Detto, fatto.

La situazione è pericolosissima, e pure molto diseducativa (certamente faccio più fatica a motivare ai miei figli la scelta pedonale e il rispetto per le regole di fronte allo spregio quotidiano, ma questa è un’altra storia…). Probabilmente l’amministrazione sta aspettando il solito sacrificio umano per “com”muovere le sue potenti divinità a porre qualche rimedio. Speriamo non sia necessario. Qualche genitore intanto mi ha confidato: “anch’io sono preoccupato, ma ho risolto… accompagno mio figlio in macchina fino davanti al cancello…”.
Che tristezza!

Ringraziando per l’attenzione ricevuta, resto in fiduciosa attesa di un vostro opportuno intervento.
Se non avessi fatto centro, per quanto relativo all’ambito di competenza, vi prego di informarmi con una cortese risposta, affinchè io possa rivolgere altrove in modo più efficace questo appello. Sottoscritto peraltro da molti altri genitori, che si associano in modo silenzioso e civile (sperando di non essere costretti ad alzare la voce, interessando i giornali e operando manifestazioni e raccolte di firme a supporto).

Cordialmente, [eccetera, eccetera…]

Luciano

Veronese, classe 1967. Informatico di professione, coltiva mille passioni con cui impiega il sempre troppo poco tempo libero: musica, lettura, cinema e teatro, oltre a computer e bicicletta. Cittadino attento e sensibile, si interessa alla vita sociale e politica e pedala per la città perché crede nella bici come viatico per un maggior benessere, individuale e collettivo.

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Un commento

  1. Che tristezza!
    Io chiederei consiglio ai cinesi, magari uno di quelli che ha il figlio/a in quella scuola. Come perche’ i cinesi? Non e’ stato uno di loro che ha saputo fermare i carri armati in un lontano mercoledi’ del Giugno 2002? Sono sicuro che abbiano una risposta per fermare anche macchine e SUV.

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